Articolo aggiornato a ottobre 2026. Riscritto in forma generale: le procedure dei singoli gestori cambiano spesso.
Chi gestisce un mail server in azienda prima o poi ci sbatte contro: le e-mail verso Gmail o Outlook finiscono in spam o vengono rifiutate, e nei log compare un errore che parla di reverse DNS o di PTR. Nella maggior parte dei casi il server è configurato bene: manca semplicemente il record PTR sull’IP pubblico della linea.
Cos’è il reverse DNS
Il DNS “normale” traduce un nome in un indirizzo IP (record A). Il reverse DNS fa il contrario: dato un IP, restituisce un nome tramite un record PTR. I server di posta lo usano come controllo di base: un server che si presenta come mail.example.com ma il cui IP ha un PTR generico del gestore (tipo host-1-2-3-4.provider.it) ha tutta l’aria di un PC infetto che invia spam.
La configurazione corretta è quella che si chiama forward-confirmed reverse DNS: il PTR dell’IP punta a mail.example.com, e mail.example.com ha un record A che punta di nuovo a quello stesso IP. È lo stesso nome che il server usa nel saluto SMTP (HELO/EHLO).
Come verificarlo
dig -x 203.0.113.10 +short
nslookup 203.0.113.10
Il primo comando funziona su Linux e macOS, il secondo anche su Windows. Se la risposta è un nome generico del gestore, o non c’è risposta, il PTR va richiesto.
Chi lo deve configurare
Ed è qui che molti si confondono: il PTR non si configura nel pannello DNS del proprio dominio. La zona inversa appartiene a chi possiede il blocco di indirizzi IP, cioè il fornitore della connettività. Quindi:
- Linea in fibra o FWA con IP statico: lo configura il gestore, su richiesta. Sulle linee business di TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb e degli operatori più piccoli si richiede tramite l’assistenza tecnica business, l’area clienti o il referente commerciale; alcuni operatori lo permettono direttamente da un portale self-service.
- Linee consumer: spesso il servizio non è previsto, anche con IP statico. In quel caso conviene appoggiarsi a un relay SMTP esterno (smarthost) invece di inviare posta direttamente dall’ufficio.
- VPS e server in cloud: quasi tutti i provider permettono di impostare il PTR dal pannello di controllo, nella sezione di rete del server o dell’IP.
- Blocchi di IP (/29 o più grandi): alcuni gestori possono delegare la zona inversa ai vostri DNS, così la gestite voi in autonomia.
Cosa chiedere al gestore
Per non perdere tempo con l’operatore di primo livello, preparate una richiesta precisa, meglio ancora per iscritto:
- l’indirizzo IP pubblico statico della linea;
- il nome da associare (es.
mail.example.com), che deve già avere il record A puntato su quell’IP; - il codice cliente o l’identificativo della linea.
In genere la modifica è attiva in uno o due giorni lavorativi. Rifate la verifica con dig -x e, per uno scrupolo in più, controllate la configurazione con uno strumento come MXToolbox.
Se il problema persiste
Se il PTR è corretto ma la posta finisce ancora in spam, il problema è altrove: verificate che il dominio abbia record SPF, DKIM e DMARC configurati, e che l’IP non sia in qualche blacklist. Ma questo è materiale per un altro articolo.
Avete avuto esperienze, belle o brutte, con il vostro gestore? Raccontatele nei commenti: possono essere utili ad altri.


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