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Fabbri Enrico

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Scrivania vista dall'alto con una mano che scrive su un foglio, accanto a una busta, un taccuino nero e un paio di occhiali

Firma email centralizzata su Microsoft 365: regole di Exchange Online e attributi Entra ID

Configurare la firma su ogni client è un lavoro che non finisce mai: un PC nuovo, un Outlook reinstallato, un telefono, la versione web. Ogni volta qualcuno scrive con la firma vecchia o senza. Di recente un cliente con due società nello stesso tenant mi ha chiesto di risolvere il problema alla radice, e la strada più pulita è far aggiungere la firma direttamente da Exchange Online, mentre il messaggio è in transito.

Come funziona

Si usa una regola di flusso di posta con l’azione che aggiunge un disclaimer HTML in fondo al messaggio. Dentro l’HTML si possono inserire segnaposto come %%DisplayName%% e %%Title%%: Exchange li sostituisce con i dati del mittente presi dalla directory. L’elenco completo dei segnaposto è nella documentazione Microsoft, nella pagina sui disclaimer e le firme di organizzazione.

Il risultato è identico per tutti, qualunque client usino. Il prezzo da pagare sono alcuni limiti, che vi elenco più sotto.

Prima di iniziare: i dati in Entra ID

La firma è bella quanto i dati che pesca. Prima di scrivere una riga di HTML esportate qualifica, telefono, azienda e nome visualizzato di ogni utente e correggete quello che manca o è scritto male. Io lo faccio con uno script PowerShell che legge un CSV e aggiorna gli utenti, in modalità anteprima di default e con un parametro esplicito per scrivere davvero.

Attenzione: se gli utenti sono sincronizzati da un Active Directory locale, i campi vanno modificati lì e non in Entra ID, altrimenti la sincronizzazione sovrascrive le correzioni. Dopo la modifica Exchange impiega qualche minuto ad allinearsi: verificate con Get-User che titolo e telefono siano arrivati prima di attivare la regola.

Un modello per ogni variante

Con due aziende e caselle condivise ho preparato quattro modelli: utenti e caselle condivise per ciascuna società. La scelta avviene in base al dominio del mittente, non ai gruppi, perché è più semplice da mantenere. Nei modelli:

  • impaginazione con tabelle e stili scritti direttamente sui tag, perché Outlook desktop ignora gran parte del CSS moderno;
  • immagini richiamate da un indirizzo HTTPS pubblico, ad esempio la cartella di un sito aziendale, e in formato PNG o JPEG: l’SVG non viene mostrato dai client di posta;
  • immagini caricate al doppio della dimensione di visualizzazione, così restano nitide sugli schermi ad alta risoluzione.

Creare le regole

Per ogni modello una regola, creata disattivata:

$html = Get-Content .\firma-utenti.html -Raw -Encoding UTF8

New-TransportRule -Name "Firma - Utenti" `
  -SenderDomainIs example.com `
  -ApplyHtmlDisclaimerText $html `
  -ApplyHtmlDisclaimerLocation Append `
  -ApplyHtmlDisclaimerFallbackAction Ignore `
  -ExceptIfSubjectOrBodyContainsWords "Via Roma 1" `
  -Enabled $false

Due scelte meritano una spiegazione. Il comportamento di ripiego predefinito è Wrap, che allega il messaggio originale a uno nuovo quando la regola non riesce a modificarlo, per esempio con un messaggio cifrato. Per una firma io preferisco Ignore: il messaggio parte senza firma, ma parte. Le caselle tecniche e gli account che non devono avere firma li escludo con -ExceptIfFrom.

Evitare le firme doppie

Senza accorgimenti la regola aggiunge la firma a ogni risposta, e in una conversazione lunga se ne accumulano decine. La soluzione indicata da Microsoft è un’eccezione sul testo: la regola non scatta se oggetto o corpo contengono una frase presente solo nella firma. Io uso una parte dell’indirizzo aziendale.

Il rovescio è che, se un collega ha già firmato in quella conversazione, chi risponde dopo non riceve la propria firma. Per un cliente con poche persone lo accetto; per un’azienda grande valuterei un prodotto dedicato.

Limiti da conoscere

Dite al cliente, prima di partire, che:

  • l’utente non vede la firma mentre scrive e non la trova in Posta inviata;
  • nelle risposte la firma finisce in fondo a tutta la conversazione, non sotto l’ultimo messaggio;
  • se un campo è vuoto resta l’etichetta con la riga vuota: un utente senza cellulare mostra “mob.” senza numero;
  • le firme già impostate su Outlook vanno cancellate, altrimenti escono doppie.

Test e passaggio in produzione

Create un gruppo pilota con un utente per società e le caselle condivise, e limitate le regole a quel gruppo con -FromMemberOf. Provate mail verso un indirizzo esterno, una risposta in una conversazione già firmata, un invito di calendario e un invio da casella condivisa. La regola entra in funzione dopo qualche minuto, a volte mezz’ora.

Nei test mi sono accorto di due cose che da una bozza non si vedono: un’immagine larga e bassa, forzata in un riquadro quasi quadrato, esce schiacciata, e una striscia di loghi va messa sotto i contatti, non accanto. Quando i test sono a posto, togliete il limite al gruppo e attivate le regole per tutti.

Vi è capitato di gestire firme per più società nello stesso tenant, o avete trovato un modo migliore per evitare i doppioni? Raccontate nei commenti la vostra soluzione: possono essere utili ad altri.

Enrico Fabbri

Enrico Fabbri, classe 1989, appassionato da sempre da tutto ciò che circonda il mondo della tecnologia.
Se una cosa funziona, sento la necessità di scoprire come e perché.

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